Comune di Oppeano

Conoscere Oppeano - La storia

Introduzione - Il Comune di Oppeano

Oppeano (pronuncia: “Opeàn” in veneto) ha 9.952 abitanti (dato al dicembre 2016) e si trova in Provincia di Verona in Veneto. È stato insignito del titolo di Città con decreto del Presidente della Repubblica il 28 aprile 2011.

Oppeano dista 22 chilometri da Verona, in posizione sud-est. Sul territorio comunale si sviluppano gli abitati di: Oppeano capoluogo (est, 3.234 abitanti), Ca' degli Oppi (nella parte centrale, 1.905 abitanti), Vallese (ad ovest, 3.446 abitanti), Mazzantica (un tempo chiamata Mazzagatta, 510 abitanti) e Villafontana (ovvero parte della frazione Villafontana condivisa con Bovolone e Isola della Scala, 718 abitanti) – dati al 31 dicembre 2014. Il comune è lambito dai fiumi Bussè, Piganzo e Menago, che sono tutti affluenti del Tartaro.

Il Comune, oltre ad avere una lunga storia alle spalle, è diventato, soprattutto negli ultimi anni, centro strategico del Basso Veronese, grazie soprattutto all’impegno dell’Amministrazione nel riorganizzare e gestire al meglio i servizi. Oppeano ha una superficie di 47 kilometri quadrati e conta più di 9.440 abitanti, con un trend demografico in costante crescita. E’ suddiviso tra il Capoluogo e quattro frazioni (Vallese, Ca’ degli Oppi, Villafontana e Mazzantica). Esso ricomprende un ampio Sito d’Interesse Comunitario (SIC), che si estende nella “valle” di Ca’ degli Oppi, ai margini dello “sguazzo” di Vallese, che è sede di ritrovamenti archeologici e di risorgive che caratterizzano il territorio.


Le origini e i ritrovamenti

Rappresentazione dell'elmo di OppeanoFino all’insediamento degli uomini, avvenuto nel neolitico, la pianura padana era coperta da immense foreste. Ciò è testimoniato dai nomi delle località, come Cadeglioppi, che deriva da Domus Oppiorum, ovvero dall’oppio, un albero della famiglia degli aceri usato sin dal medioevo come sostegno per le viti.
Le zona infatti in cui sorge Cadeglioppi era caratterizzata da una vegetazione abbondante di oppi, querce, nocciole ed olmi, ed era attraversata dall’Adige, che scorreva in località Feniletto.

La presenza del bosco vicino al fiume aveva forse favorito l’insediamento dei primi uomini: in questa zona sono stati infatti trovati nel 1918 alcuni resti di palafitte.
La palafitte, unite alla terraferma da due passerelle, risalgono probabilmente all’età del bronzo ( 1400-1300 a.C. ).
Il ritrovamento di vasi chiusi da coperchio contenenti cenere e oggetti metallici fanno pensare alla presenza di varie necropoli, individuate nelle zone della Mortara, di Ca’del Ferro e del Franchino.

La zona bagnata dall’Adige era attraversata dalla cosiddetta “via dell’Ambra”, proveniente dal Mare del Nord e diretta all’Adriatico, seguendo i percorsi dei fiumi. Operano era allora insieme ad Este e Padova, uno dei centri più importanti della civiltà dei Veneti antichi.
Gli oggetti trovati nelle necropoli attorno ad Oppeano sono oggi conservati in vari musei: a Roma, ad Este, a Verona, a Legnago, dove è riposto un cinturone, e a Firenze, dove si trova il famoso elmo di bronzo di Oppeano ( vedi foto ) del secondo periodo della civiltà atestina.
Si tratta di un elmo particolarmente raro, caratterizzato dalla forma conica e dalle curiose decorazioni, dove è rappresentata una serie di cavalli ed uno strano quadrupede alato con la testa e le gambe anteriori di un uomo.

Anche nel paese di Oppeano sono conservati alcuni reperti, presso un deposito museale che può essere visitato. Ancora oggi sono in corso ricerche di superficie sul territorio del comune a cura dell’Università degli Studi di Verona.