Comune di Oppeano

Il Consiglio comunale dice no allo SPRAR - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati

Pubblicata il 19/04/2017

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale avvenuto a marzo, l’Amministrazione comunale si è espressa con un netto no allo SPRAR - Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che era stato proposto dalla Prefettura ai vari Enti locali.
Ad oggi la popolazione residente a Oppeano conta il 13, 76% di stranieri, comunitari ed extracomunitari, nella misura di 1.372 su un totale di 9.900 abitanti; inoltre è già presente una famiglia di rifugiati gambesi. Lo SPRAR secondo l’Amministrazione metterebbe quindi in difficoltà l’amministrazione nella gestione: “Diciamo no al sistema di accoglienza così come proposto dal Prefetto poiché non è accollandosi la responsabilità che si risolve il problema immigrazione; altresì il progetto di accogliere profughi nella misura annunciata di tre ogni 1.000 abitanti, come proposto, comporterebbe problemi di sicurezza, sanitari e di altra natura. Infine non abbiamo nemmeno strutture capaci di accoglierli. Il Prefetto si occupa di indicare il dovere delle Istituzioni ma in ultima analisi sono i Sindaci a dover tenere conto delle necessità dei nostri residenti per primi e degli immigrati poi; il nostro è un dovere morale”, spiega il Sindaco Rag. Pietro Luigi Giaretta. Tra l’altro vi è incertezza in merito ai numeri dell’accoglienza SPRAR in quanto la famigerata quota del 3‰ degli abitanti non potrà essere garantita dai numeri dell’immigrazione, che solo nei primi mesi del 2017 ha superato del 51,18% il dato dei flussi dell’anno 2016, confrontando il periodo dall’01 gennaio al 23 marzo, come riportato nel ‟Cruscotto statistico” del Ministero dell‘Interno. “La gestione del fenomeno immigrazione in questo modo è sbagliata”, spiega Giaretta; “In altri Stati senza un lavoro non si mette nemmeno piede sul suolo nazionale. Molte di queste persone passano le ore su panche pubbliche e nei giardini, e vedendoli non credo scappino dalla guerra”.
Inoltre il Sindaco ha aggiunto che il sistema SPRAR prevede uno stanziamento a valere sul bilancio comunale pari al 5% delle spese di gestione, il cui reperimento richiederebbe da parte del Comune un ulteriore sacrificio delle già esigue risorse da destinare al settore di intervento sociale, che di per sé necessita di un fabbisogno in crescita anche per le criticità occupazionali e la modesta ripresa economica.
Secondo il Vicesindaco Luca Ceolaro: “Anche la macchina amministrativa faticherebbe a gestire i profughi come richiede lo SPRAR; anche per questo motivo l’Amministrazione nel 2015 aveva già approvato una “Mozione sulla gestione dell’emergenza profughi”, con la quale il Consiglio Comunale, preso atto della significativa intensificazione del fenomeno degli sbarchi di cittadini extracomunitari provenienti in particolare dai paesi del Nord Africa, con i connotati di un vero e proprio esodo di massa, conferiva mandato al Sindaco per assumere tutte le iniziative necessarie ad evitare lo “smistamento” dei profughi nel territorio di Oppeano, invitando le strutture ricettive, pubbliche e private, e singoli cittadini a non accogliere i migranti”. Prosegue Ceolaro: “Inoltre l’anno scorso il Consiglio aveva approvato un’altra mozione urgente “sull’operatività della “Carta di Genova” relativa all’immigrazione, con la quale si sono condivise una serie di azioni in materia di politiche per l’immigrazione alternative alle scelte di Governo, come proposte dai Presidenti di Liguria, Lombardia e Veneto”.
Conclude il Vicesindaco: “Ad oggi tutte le politiche messe in campo in materia di flussi migratori non hanno garantito nè garantiscono, a livello nazionale come a livello comunitario ed internazionale, una gestione “sostenibile” dell’emergenza, producendo anzi un disagio diffuso nei territori e creando allarme e problemi legati alla sicurezza e all’igiene, e gravi discriminazioni sociali in quanto l’”emergenza profughi” sta sovvertendo le priorità delle politiche di governo e penalizzando in definitiva i cittadini italiani che sostengono, con il lavoro e le tasse, istituzioni e servizi pubblici”, ha spiegato il Vicesindaco. Che conclude: “L’Italia è completamente isolata nella gestione dei profughi, assumendo la piena responsabilità politica, sociale e finanziaria dell’emergenza a fronte di un totale disconoscimento dell’esodo di massa da parte delle istituzioni europee ed internazionali”.
“Non si tratta di discriminazioni ma della necessità di valutare, con le limitate risorse che hanno gli Enti locali, di aiutare per primi i nostri cittadini”, conclude il Sindaco.
La presa di posizione del Comune di Oppeano, che ha optato giustificando il suo no allo SPRAR, è già stata trasmessa alla Prefettura di Verona.
 
 
 
 
                  


Facebook Google+ Twitter